martedì 2 aprile 2013

VUOI CAMBIARE IL MONDO? COMINCIA CON UN CAFFE'!


Dal 2 al 19 aprile nelle Botteghe Altromercato,  il caffè si racconta.

Da 25 anni ogni caffè Altromercato ha un storia di generazioni e di lotta da farti conoscere, per assaggiarne la diversità, assaporarne l’eccellenza, condividerne la sostenibilità.

Un viaggio che inizia dalla Terra, coltivata in modo sostenibile, che porta al Piacere Sociale, di un caffè fatto dalle comunità per le comunità, in una rete di coltivatori e consumatori per un’economia di giustizia.

Provaci gusto! L’invito alla prova costa meno.

Scegli il “tuo” caffè, acquista due pacchetti, anche diversi, di caffè macinato da 250g. (confezione singola o lattina) e su quello a prezzo più alto risparmi il 30%.

http://www.altromercato.it/generazionecaffe/le-nostre-selezioni

martedì 5 marzo 2013

Pasqua 2013


Le uova di cioccolato "nUovo Mondo", realizzate con ingredienti da agricoltura biologica, contengono nella copertura il cacao della Repubblica Dominicana (Conacado) e dell'Ecuador (MCCH) e lo zucchero di canna dal progetto paraguayano (Manduvirà).

Tutte le sorprese sono oggetti preziosi fatti a mano secondo le tradizioni artistiche dei Paesi di origine, dipinte, modellate, intagliate da artigiani e produttori partners di Ctm altromercato, tra i quali , Asha - India, Ecco Exe - Perù, Gospel House - Sri Lanka, Preda - Filippine, Children Nepal - Nepal, Pekerti - Indonesia e Mitra Bali - Indonesia.

Le uova Altromercato sono avvolte dai coloratissimi teli in carta seta prodotti a mano da gruppi di donne in Bangladesh (MCC), che riutilizzano i residui della produzione di fibra di seta.

Lavorazione della carta seta
La carta utilizzata per creare i colorati sacchetti della Paloma viene ricavata dagli scampoli recuperati dalla lavorazione della seta che vengono messi a macerare in grandi vasche piene d'acqua fino ad ottenere una poltiglia uniforme che, passando attraverso condutture, esce da grandi rubinetti ed è quindi lavorata dopo l'aggiunta di colla vegetale e, quando la realizzazione lo richiede, di tinture.

Il bolo proveniente dalle grandi vasche viene inserito in una cornice di legno con rete metallica, pressato e rullato fino a renderlo sottile e compatto, a seconda della grammatura da ottenere.

Il foglio viene poi steso ad asciugare al sole nella bella stagione e sopra forni a piastre calde verticali che lo asciugano senza bruciarlo, durante la stagione umida e piovosa dei monsoni. Viene, infine, immagazzinato, pronto per la lavorazione che gli darà dignità di prodotto: taglio, assemblaggio e decorazione (da Fibre.doc a cura di Simonetta Lorigliola, 1998).

Gli ingredienti sono importati da Ctm altromercato, la produzione avviene presso Nutal (Cn).



lunedì 4 febbraio 2013

Emozioni Solidali


EMOZIONI SOLIDALI: BOMBONIERE CHE RACCONTANO DI VOI

Dal 9 al 23 febbraio, in bottega, sarà possibile vedere ed ordinare in anteprima le nuove bomboniere 2013, consultare il catalogo e ricevere idee, consigli e informazioni sui prodotti e sui produttori che, con abilità e cura, realizzano uno ad uno questi pezzi unici.

La bomboniera Altromercato è un gesto, un segno, un simbolo che parla di scelte consapevoli e di valori. Parla di chi l’ha creata, decorata, intrecciata, ricamata, dipinta ricevendo una “giusta” remunerazione per il suo lavoro. Infine parla di come si possono cambiare le regole di un mercato iniquo soprattutto nelle occasioni importanti.

Con Altromercato le bomboniere raccontano storie di solidarietà e di diritti, per un futuro più sostenibile.

La nuova collezione di bomboniere Altromercato è stata pensata per tutte le occasioni speciali: matrimonio, battesimo, comunione, cresima e laurea. L’ampissima scelta consente a tutti di trovare l’oggetto più adatto alle proprie esigenze. È stata pensata per soddisfare i gusti classici ed eleganti, quelli di chi predilige l’utilizzo di fibre naturali, il legno o la bianca pietra saponaria e di chi cerca un’idea più briosa in stoffa, terracotta, cartapesta colorata. Tutte le proposte sono fatte a mano e per questo sono oggetti unici e irripetibili, realizzate nel rispetto delle tradizioni artigianali e nel segno di un’estetica contemporanea.

Emozioni Solidali Altromercato: per bomboniere che vengono dal mondo e raccontano di voi.
Sceglierle significa intraprendere un viaggio fatto di solidarietà, diritti e un futuro più sostenibile.

http://www.altromercato.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2743

mercoledì 23 gennaio 2013

BIRRE ARTIGIANALI DA DEGUSTAZIONE

Ecco un'idea per gli appassionati del malto che hanno voglia di sperimentare prodotti di grande qualità. Tutto nasce da una collaborazione tra Altromercato e una cooperativa per noi molto speciale, Pausa Cafè, che gestisce un micro birrificio all'interno dell'istituto penitenziario "Rodolfo Morandi" di Saluzzo. L'obiettivo del progetto è di fornire opportunità di crescita progessionale alle persone recluse, dando vita a percorsi trattamentali finalizzati al reinserimento sociale.

I ragazzi che lavorano presso Pausa Cafè, 4 al momento, con grande passione e dedizione, hanno creato la ricetta di queste due birre da meditazione, che vedono tra i loro ingredienti dei cereali non tradizionali quali quinoa, riso ed amaranto, del commercio equo e solidale.

Dalla loro profonda conoscenza e voglia di sperimentare, nascono queste due birre: La Blanca, una birra artigianale chiara ad alta fermentazione che si ispira allo stile delle Weizen tedesche, e la Panay Rouge, una birra ambrata che rimanda allo stile delle Belgian Ale, dal corpo presente e strutturato, una grande ricchezza aromatica e profumo di spezie indiane. Quest'ultima viene realizzata utilizzando tra le altre cose dello zucchero Mascobado (da cui prende il nome perchè prodotto nelle Filippine, sull'isola di Panay) e una piccola quantità di Masala.








giovedì 17 gennaio 2013

SOVRANITA' ALIMENTARE E COMMERCIO EQUO-SOLIDALE

SOVRANITA' ALIMENTARE E COMMERCIO EQUO-SOLIDALE

16 ottobre 2012: giornata mondiale dell'alimentazione.
Fra i tanti dati che sono stati citati, riportiamone almeno uno:oggi si produce cibo per 12 miliardi
di persone, ma un miliardo non mangia a sufficienza. Forse se la “Sovranità Alimentare dei Popoli” fosse una realtà, le cose andrebbero diversamente.
Ma che cos'è la Sovranità Alimentare (per brevità SA)? E c'è un in rapporto fra SA e Commercio Equo e Solidale (COMES)?.
SA significa, in estrema sintesi, la capacità che ha (o che dovrebbe avere) un popolo o una comunità di produrre alimenti per un sostentamento adeguato, decidendo in proprio quali alimenti produrre e in che modo.
Niente di più lontano da quello che di solito e come tendenza generale avviene. Istituzioni mondiali e potenze economiche forti lo impediscono, favorendo i grandi produttori e commercianti e danneggiando i piccoli, -
sia nel Sud che nel Nord del mondo – i quali (soprattutto se del Sud) si impoveriscono sempre di più.
Via Campesina é la principale delle organizzazioni mondiali che si batte per la SA. In un suo documento si leggono affermazioni che non possono non essere condivise: “L'agricoltura e l'alimentazione sono fondamentali per tutti i popoli, sia in termini di produzione e disponibilità di quantità sufficienti di alimenti nutrienti e sicuri, sia in quanto pilastri di comunità, culture e ambienti rurali e urbani salubri...Per garantire l'indipendenza e la sovranità alimentare di tutti i popoli del mondo, è essenziale che gli alimenti siano prodotti mediante sistemi di produzione diversificati, su base contadina”. Già, ma vediamo che cosa avviene normalmente. Prendiamo il caso del mais (dal documento “Terra e cibo” a cura di Slaw food e Fair Trade Italia) “Dalla prima pianta selvatica di mais, che dava pannocchie amare e piccole (al massimo 3 cm), i contadini hanno selezionato migliaia di varietà, dolci e pastose.
In America Latina il mais non è soltanto giallo o bianco. I chicchi possono essere rossi, viola, neri, blu e possono avere le forme più disparate: rotonde, allungate, appuntite, piatte…Oggi queste varietà stanno
scomparendo dai campi. Il Messico – Paese in cui il mais è stato domesticato – importa il 40% di questo cereale dagli Stati Uniti: nella capitale messicana come nei villaggi indigeni più sperduti, per fare le tortillas si compra la farina dalle multinazionali americane.” (da qui la crisi, se non la scomparsa, dei piccoli produttori messicani) E quello del mais è solo un esempio. Infatti “In un secolo si sono estinte trecentomila varietà vegetali e continuano a estinguersi, al ritmo di una ogni sei ore. Un terzo delle razze autoctone bovine, ovine e suine è estinto o in via di estinzione”.
Il documento/appello di Via Campesina, insieme ad un'analisi critica della situazione, rivolge anche una serie di richieste ai governi mondiali, i quali “per conseguire e preservare la SA dei popoli e garantire la sicurezza
alimentare, dovranno:
· adottare politiche che - al posto di un modello industriale dagli alti consumi e orientato all'esportazione - diano impulso a una produzione sostenibile, basata sulla produzione familiare contadina, per poter avere alimenti sani, nutritivi, di buona qualità e a prezzi ragionevoli, per il mercato interno e i mercati subregionali
e regionali.
· garantire l'accesso equo alla terra, alle sementi, all'acqua, al credito e ad altre risorse produttive;
· sviluppare economie alimentari locali basandosi sulla produzione locale e stabilendo punti di vendita locali
· proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
Ma che rapporto esiste fra la realtà per la quale lotta Via Campesina e quella del COMES?
Riguardo ai principali prodotti agricoli venduti attraverso il COMES, sappiamo che molti di essi sono coltivati principalmente per l'esportazione. Ci si potrebbe chiedere allora: il coltivare té, caffé, zucchero, cacao, banane ecc. toglie energie, e anche terreni, che si potrebbero usare per la produzione interna e l'alimentazione familiare? Sarebbe una bella contraddizione! La realtà è più complessa. Intanto
evidenziamo che se si vuole fare fair trade vanno evitate due cose (lo si legge in più documenti):
1. una dipendenza economica verso l’esportazione, a scapito della produzione per il mercato locale.
2. l'esportazione di prodotti alimentari e materie prime scarseggianti o di manufatti con queste ottenuti. Va inoltre considerato quanto segue:
· Il prezzo più alto per le produzioni fair trade e il pagamento anticipato e garantito permettono, sappiamo, un investimento per migliorare la qualità della vita della collettività. Quindi vengono fatti, o possono essere fatti, anche investimenti nel campo dell'agricoltura per la propria sussistenza o per il mercato locale. Da tener presente che spesso i produttori coltivano anche per il mercato “tradizionale” e le produzioni fair trade si sono inserite successivamente, a fianco delle altre ma con i noti vantaggi.
· Spesso chi produce per il COMES riceve un'assistenza tecnica e partecipa a corsi per migliorare la produzione agricola destinata al COMES (sempre più convertita al biologico). Le maggiori conoscenze nel campo agricolo si possono applicare anche alle coltivazioni di prodotti per uso interno e anche per il mercato locale. In un documento sulla produzione di riso fair trade in Vietnam si legge:alle famiglie di contadini viene insegnato come coltivare, oltre al riso, anche legumi e ortaggi per poi venderli sul mercato locale, dando quindi loro la possibilità di percepire un’entrata supplementare.
A conclusione riportiamo una considerazione sul COMES tratta da un'intervista a Vandana Shiva , la nota attivista e ambientalista indiana:
“L'economia locale e la sua costruzione devono essere il pilastro del COMES...,il quale non può compromettere l'economia locale...privando i lavoratori di ciò di cui hanno bisogno. Per noi è equo il commercio di quei prodotti che in Italia (pe es.) non si possono coltivare”. Questo principio è senz'altro seguito, in linea di massima, nel COMES. Non sempre però. E se ciò sia opportuno o meno è una questione aperta, che lasciamo in sospeso, magari da riprendere in seguito.
Per il documento completo di Via campesina:
L'intervista a Vandana Shiva è tratta dal DVD “Diritto al cibo”, in distribuzione ai volontari di Mondoalegre.
Il filmato documenta il lavoro dei produttori di spezie dello Sri Lanka, spezie che arrivano ad Altromercato attraverso l'organizzazione Podie.

mercoledì 12 dicembre 2012

BIOLOGICO E' ANCORA MEGLIO!



Se, oltre a credere nel Commercio Equo e Solidale, siete tra coloro che apprezzano, e a ragione, anche le produzioni bio (meglio se certificate), sappiate che:
nella nostra bottega sono molti i prodotti a marchio bio, sia equosolidali che di cooperative sociali.
 
Quindi, se volete fare acquisti bio con la garanzia della certificazione, da noi potete trovare:
pasta, farina, biscotti, spezie, zucchero, caffè, te e tisane, i prodotti di Libera (l'associazione contro le mafie) e altro ancora.
 
Per ora non rispondiamo alla domanda “perché bio è meglio?”. I lettori del nostro blog non saranno sicuramente digiuni in materia, ma sicuramente l'argomento sarà ripreso, magari con l'aiuto di un esperto.

giovedì 22 novembre 2012

I dolci di Modica: assaggia la differenza!

In bottega sono arrivati i dolci del laboratorio dolciario artigianale "Casa Don Puglisi".
Il laboratorio dolciario artigianale “Casa Don Puglisi” vuole essere un segno. Un segno è sempre qualcosa di concreto, ma al tempo stesso rimanda ad altro, a significati, valori, idee. Entrando nel Laboratorio, si può respirare l’aria delle vecchie botteghe artigianali, in cui si lavora certo con ritmi molto intensi, ma anche si scambiano parole e sorrisi, battute e notizie.  I biscotti e cioccolata si contraddistinguono, oltre che per la qualità e per la lavorazione nel rispetto delle tradizioni, anche per il loro significato. Dietro, infatti, vi sta il cammino di reinserimento delle mamme accolte nella Casa insieme ai loro figli, segno di un’accoglienza che non si limita solo al vitto e all’alloggio ma vuole promuovere cammini di dignità e di relazioni solidali. L’uso, poi, nella produzione di materie prima del commercio equo e solidale, aggiunge anche il sapore del riscatto di tutti i Sud del mondo, garantendo giusti salari, rispetto per l’ambiente e utilizzo degli utili per opere sanitarie e sociali a favore dei più deboli.